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Quell'oscuro desiderio…
Chissà da quali grovigli interiori nasce quell’oscuro desiderio di vedere la gente “in ceppi”, che eccita la mente di tanti, come una strana forma di voyeurismo. Credo che neppure la psicanalisi possa aiutarci a capire quale sia l’utilità o la funzione del farsi “consumare” da quel desiderio, che ritorna ogni tanto in modo prepotente, come accade oggi. Intendo l’utilità e la funzione soggettiva. Forse avremmo bisogno di dotarci di una sorta di “dispositivo” ermeneutico “assemblando” Freud e Nietzsche. Un tipo di operazione in cui era maestro Michel Foucault. Ma, tant’è, nel tempo delle fake news, non si accettano maestri, perché ognuno si considera maestro. Anzi, maestro di assoluto! Certo, la…
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Quanto è alto il tempo?
Che strano modo di dire: essere all’altezza dei tempi! Come mai non riusciamo quasi mai ad essere all’altezza dei tempi? Non riescono ad esserlo i capi delle nazioni o i dirigenti dei partiti. Non riescono ad esserlo neppure i padroni dell’economia. Mai all’altezza dei tempi: è la maledizione che insegue i rivoluzionari in servizio permanente. Sono quasi sempre in ritardo agli appuntamenti con la storia anche i leader delle religioni. Quasi sempre in ritardo anche sapienti e intellettuali, abbagliati spesso dal luccichio del kronos e disattenti all’avvento controintuitivo del kairós. Ma, diciamo la verità, arriviamo sempre in ritardo anche come educatori, come amanti, come genitori, come figli, come cittadini: quante…
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Chi ci libererà dai "maestri" di etica?
Chi ci libererà dai pedanti maestri di etica e dai loro quotidiani e inutili elenchi di mali e malfattori? Chi ci libererà dalle cassandre a dai savonarola che hanno sempre lasciato il mondo così come lo hanno trovato, e magari solo un po’ più annebbiato? Chi ci libererà dai profeti di sventura e dell’apocalisse? Chi ci libererà dai fastidiosi piagnistei di quelli che segnalano sempre il “nemico” alle porte, con la stessa frequenza con cui un tempo avrebbero intravisto diavoli dappertutto? Chi ci libererà da quei noiosi che se odono gli altri suonare un flauto trovano subito un motivo per non ballare con loro, ma anche se li sentono cantare…
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Lo sguardo delle cose
Non avete l’impressione che qualcosa non funzioni nel principio etico secondo cui non bisogna trattare le persone come una cosa, come oggetto? Non nel senso che il principio non sia valido, ma nel senso che esso mostra un “tallone d’Achille”. Infatti quel principio si fonda sul presupposto che le cose, invece, non si appartengono, possono essere possedute, non possono essere concepite come soggetto di nessun diritto (Lalande). Ma è proprio così? È, quest’ultima, una giusta prospettiva? Se il principio di cui sopra presuppone un’eccezione, nel senso che esiste qualcosa, intorno a noi, che può essere usata e abusata in quanto oggetto, chi ci impedirebbe di trovare, come è già accaduto,…
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Il problema dell'altro, di fronte all'estremo
Il titolo di questo post richiama una condizione cruciale della nostra esistenza contemporanea. Il problema dell’altro, – che si impone oggi principalmente a partire dall’ottica dei confini, delle soglie/muri, dei confronti/scontri tra noi e gli altri, tra popoli e culture, – ripropone una impasse che si è presentata diverse volte nella storia dell’umanità. Impasse che ha spinto nel passato gli umani verso l’abisso, esattamente verso l’estremo rischio per la convivenza. Situazione di impasse che, bisogna pur dire, ha più volte costretto gli umani a inventareo riscoprire valori essenziali per la loro salvezza. Il titolo di questo post, però, evoca anche due libri di Tzvetan Todorov, filosofo, semiologo e storico delle…